Isola di Pasqua

Isola di Pasqua Cosa Vedere: Moai

STORIA E ORIGINI DELL’ISOLA DI PASQUA

LE ORIGINI DELL’ISOLA

La data dei primi insediamenti sull’isola rimane tutt’ora un mistero. Secondo studi archeologici recenti, i primi segni di civiltà risalgono ad un periodo compreso tra l’800 e il 1200 d.C.

Durante i primi anni di insediamento la popolazione si radunò in piccoli villaggi lungo tutta la costa e iniziò la costruzione dei monumentali personaggi in pietra, i MOAI, e dei santuari rituali, gli AHUS.

Pare che il livello culturale di questa civiltà fosse piuttosto elevato in relazione agli standard dell’epoca; infatti i locali avevano una propria forma di scrittura pittografica, chiamata rongo rongo, che ad oggi non risulta ancora ben decifrata.

LA SCOPERTA DEGLI EUROPEI E L’ISOLA DI OGGI

La scoperta europea dell’Isola di Pasqua, chiamata dai locali “Rapa-Nui“, risale alla domenica di Pasqua del 1722, quando l’ammiraglio olandese Jacob Roggeveen, incuriosito da quel lembo di terra non segnalato sulle carte geografiche, vi approdò per primo.

Negli anni successivi diversi esploratori, tra cui James Cook e Jean-François de la Pérouse, approdarono sull’isola trovandovi solo uomini, capendo, solo più tardi, che l’inspiegabile mancanza di donne e bambini era dovuta al fatto che gli indigeni cercavano di proteggerli, facendoli nascondere nelle grotte sotterranee.

Con il passare del tempo l’isola vide il diffondersi di numerose malattie, portate tanto dagli europei quanto dai trafficanti di schiavi; in particolare nel 1862 vennero catturati oltre 2000 indigeni da una flotta di trafficanti peruviani aventi come scopo quello di venderli al mercato degli schiavi.

Dopo qualche anno, grazie all’intervento del vescovo di Tahiti, una parte degli schiavi riuscì a tornare sull’isola; purtroppo però durante la traversata si diffuse a bordo un epidemia di vaiolo che uccise 3/4 delle persone presenti a bordo. Solamente 15 nativi riuscirono a sbarcare sull’isola portando con loro diverse malattie che annientarono quasi tutta la popolazione locale.

Dei 10000/15000 abitanti presenti sull’isola prima dell’arrivo degli europei, nel 1877 si contarono solo 111 abitanti.

Nel 1888 il Cile dichiarò la sovranità sul territorio dell’Isola di Pasqua che nel 1935 venne dichiara Parco Nazionale e nel 1995 fu eletta Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO. 

STATUE DELL’ISOLA DI PASQUA: I MOAI

Moai Isola di Pasqua

Le statue dell’Isola di Pasqua, i famossimi Moai, sono il  simbolo più riconoscibile dell’isola. Queste giganti statue, circa 700 sparse per tutta l’isola, rappresentano la principale attrazione turistica e sebbene il loro significato sia tutt’ora incerto, secondo le teorie più accreditate esse rappresenterebbero i sacri antenati che vegliano sui villaggi e sui luoghi di culto. A sostegno di questa interpretazione le statue sono rivolte verso l’interno dell’Isola quasi a voler tener d’occhio i suoi abitanti.

Alte tra i 2 e i 20 metri, queste statue furono principalmente scolpite da blocchi unici di una roccia vulcanica presente solamente nelle cave del vulcano Ranu Raraku; è infatti in questa cava che sono stati ritrovati numerosi moais in diverse fasi di lavorazione.

IL RITO DELL’UOMO UCCELLO (Tangata Manu)

Attorno al XVI secolo, la popolazione dell’Isola di Pasqua dovette affrontare un periodo di profonda crisi dovuta alla sovrappopolazione in relazione alla scarsità di risorse dell’isola; fu questo il momento in cui il potere passò nelle mani dei Matatoa, una nuova classe guerriera, che spinse la popolazione a distruggere i Moai e gli Ahus esistenti e instaurò il culto del Tangata Manu (Uomo-Uccello).

In cosa consisteva il culto? Ogni anno, durante la festa religiosa dedicata al Dio Makemake tutte le tribù sceglievano un guerriero che partecipasse al rito dell’Uomo-Uccello. La sfida partiva dal villaggio rituale di Orongo; da qui i partecipanti dovevano tuffarsi in mare e raggiungere a nuoto, facendo attenzione agli squali, l’isolotto di Motu Nui. Qui i guerrieri avrebbero dovuto cercare un uovo di sterna fuliginosa, raccoglierlo e tornare sull’isola principale. Il vincitore diventava per un anno il Tangata Manu, ossia il Sacro Uomo-Uccello. 

COSA FARE E COSA VEDERE

STATUE MOAI

L’attrazione principale dell’Isola sono sicuramente i Moai posizionati sopra della piattaforme cerimoniali chiamate Ahu, quasi 300 sparse lungo le coste. Questi monumenti sono tutelati dalla legge ed è quindi vietato salire sulle piattaforme.

VILLAGGIO DI ORONGO

ituato all’interno del Parco Nazionale, e quindi visitabile solo se muniti di biglietto di entrata, Orongo è un villaggio e centro religioso localizzato nella parte sud-ovest dell’Isola di Pasqua. All’interno del sito è possibile vedere diverse incisioni rupestri, la maggior parte delle quali dedicate al culto dell’Uomo-Uccello.

CAVE DI RANO RARAKU

Visitabili anch’esse se muniti di biglietto di entrata per il Parco Nazionale, le cave di Rano Raraku, situate presso l’omonimo vulcano, furono utilizzate per la costruzione dei Moai. Qui è possibile vedere alcune statue ancora in fase di lavorazione.

SPIAGGIA DI ANAKENA E OVAHE

sul versante nord dell’isola sono presenti le spiagge di Anakena e Ovahe poco distanti l’una dall’altra. Sulla spiaggia di Anakena è possibile ammirare l’Ahu Nau Nau con i suoi sette Moai in riva al mare.

SNORKELING E IMMERSIONI

presso le spiagge dell’isola sono presenti alcuni centri immersioni che noleggiano l’attrezzatura e organizzano uscite in barca nei migliori punti di immersione E snorkeling attorno all’Isola di Pasqua

TREKKING

È possibile fare trekking senza l’accompagnamento di guide. Esistono percorsi di diverso tipo che potrete scegliere a seconda della vostra preparazione fisica. I punti più interessanti da raggiungere sono Terevaka, in cima alla collina più alta dell’isola, Rano Kau, famoso cratere vulcanico, ed infine la costa nord-est.

DOVE SI TROVA L’ISOLA DI PASQUA E COME ARRIVARE

Dove si trova l’Isola di Pasqua? Profondamente dispersa nell’Oceano Pacifino, distante circa 3600 chilometri dalle coste del Cile (a cui appartiene).

Se vi state chiedendo come arrivare sull’Isola di Pasqua, in questo luofgo isolato e suggestivo, innanzitutto è ovvio specificare che l’unico mezzo utilizzabile è l’aereo; la compagnia cilena Latam Airlines effettua collegamenti da Santiago (Cile) e Papeete (Polinesia Francese) verso l’Isola di Pasqua.

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Generalmente i voli con partenza dal Cile sono più economici (con prezzi che vanno da 350 a 600 euro) e più frequenti, con partenze quasi tutti i giorni della settimana; al contrario i voli con partenza dalla Polinesia Francese coprono 3/4 giorni settimanali con costi a partire da circa 700 euro. In entrambi i casi la durata del volo varia tra le 5 e le 6 ore.

QUANDO ANDARE

Quando andare all’Isola di Pasqua? Bhè il clima dell’Isola di Pasqua è di tipo subtropicale con temperature massime che raggiungono i 30/35 gradi, nei mesi tra gennaio e aprile, e minime intorno ai 10/15 gradi nel periodo da giungo ad agosto. Le piogge sono presenti durante tutto l’anno con picchi massimi nei mesi di aprile e maggio. Il periodo migliore per visitare l’Isola e godere delle sue spiagge e del suo mare cristallino è quindi quello tra dicembre ed aprile.

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Bea & Luca

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Siamo Bea e Luca, una giovane coppia appassionata da sempre di viaggi.
Amiamo scoprire destinazioni nuove e alternative, cerchiamo di vivere ogni esperienza di viaggio immergendoci il più possibile nella cultura e nelle tradizioni del luogo che visitiamo e prediligiamo i viaggi a contatto con la natura.

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